Lodovico Media Library
È liberamente accessibile online all'indirizzo https://lodovico.medialibrary.it/
Cos'è Lodovico
Lodovico è sviluppato dal Centro interdipartimentale di ricerca sulle digital humanities dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (DHMoRe), in collaborazione con le Università degli studi di Bologna e Parma, e afferisce al sistema MLOL, di cui costituisce un prezioso complemento.
Lodovico è il punto di arrivo di un progetto di cura, valorizzazione e disseminazione del patrimonio culturale che parte dall’individuazione e dal recupero di opere significative, in una visione allargata e inclusiva del patrimonio culturale.
Lodovico è un luogo in cui depositare e rendere disponibile al pubblico in modalità libera e gratuita il patrimonio culturale digitalizzato, mettendo in comunicazione tra loro le collezioni, le opere e di documenti di enti differenti attraverso standard di metadatazione condivisi.
Come funziona Lodovico
Lodovico è una piattaforma multi-tenant, cioè predisposta per ospitare patrimoni di diversi istituti culturali, mantenendoli distinti informaticamente ma interoperabili e comunicanti tra loro.
Gli utenti potranno accedere all’intero patrimonio depositato sulla piattaforma attraverso il proprio account e potranno crearsi un percorso di ricerca personalizzato. La tecnologia IIIF (International Image Interoperability Framework), su cui Lodovico è costruito, permette infatti agli utenti non solo di visualizzare gli oggetti digitalizzati in altissima definizione, ma anche di modificarli, personalizzandoli: possono aggiungere note e commenti (pubblici o privati), ritagliare sezioni e frammenti di immagini e testi, creare raccolte di appunti, realizzare presentazioni a scopo didattico.
Lodovico fa dialogare tra loro i patrimoni documentari digitalizzati degli istituti culturali di tutto il mondo che aderiscono alla modalità Open, tra cui la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Bibliothèque Nationale de France, la British Library, il Getty Museum, e molti altri.
Lodovico e Piacenza
Il progetto scientifico
Il progetto “Digit@Piacenza. Tracce di pietra, tracce di carta nel patrimonio culturale dei Musei civici e della Biblioteca Passerini-Landi”, realizzato dal Comune di Piacenza con il finanziamento dalla Regione Emilia-Romagna mediante il Bando Pr Fesr 2021-2027 per la digitalizzazione del patrimonio culturale, è un progetto finalizzato a favorire la tutela, la fruizione e la valorizzazione digitale dei patrimoni culturali conservati nella Biblioteca comunale “Passerini-Landi” e nei Musei civici di Palazzo Farnese, a Piacenza.
Il progetto è articolato in diverse azioni. Una di queste prevede la catalogazione e digitalizzazione di una serie di documenti e beni culturali della Biblioteca e dei Musei civici, resi liberamente accessibile sulla piattaforma Lodovico Media Library, realizzata dal Centro interdipartimentale di ricerca sulle digital humanities dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (DHMoRe).
La formazione della piattaforma di comunità è poi arricchita dalla costruzione di narrazioni rilevanti e dalla generazione di nuovi contenuti culturali che, anche tramite tecnologie innovative quali realtà aumentata (AR) e realtà virtuale (VR) e gamification, rafforzano la funzione didattico-divulgativa del progetto. Grazie alle enormi potenzialità offerte dalle digital humanities, gli oggetti digitalizzati diventano infatti forti elementi di narrazione del territorio, in grado di far conoscere la ricca storia di Piacenza, una “città di confine”, crocevia e passaggio di culture.
La catalogazione, digitalizzazione e metadatazione dei documenti e beni culturali è stata realizzata a cura di ETT Spa.
Le collezioni digitali
La scelta dei nuclei collezionistici e dei sistemi innovativi da inserire all’interno di questo progetto è stata considerata in relazione alle specificità dei patrimoni e alle comuni necessità di conservazione, gestione e comunicazione di un patrimonio vasto ed eterogeneo. Proprio al fine di individuare un filo rosso nella narrazione della storia della Biblioteca e dei Musei si è pensato a una “figura di raccordo”. Ne è emersa la centralità dello storico ed archeologo Bernardo Pallastrelli (1807-1877), protagonista di primo piano della vita culturale piacentina della metà dell’Ottocento, tra l’altro attivo promotore della nascita dei Musei. Alla sua morte, nel 1877, Pallastrelli lasciò alla Biblioteca civica un patrimonio librario di straordinario interesse, ma anche un numero considerevole di medaglie, monete e una collezione archeologica destinata al costituendo Museo, avviato qualche anno dopo presso i locali della stessa Biblioteca.
La raccolta del conte Pallastrelli, costituita da manoscritti e volumi, rappresenta un paradigma del fervido ambiente culturale che animò il dibattito intorno al concetto di storia patria nell’Ottocento piacentino e si configura come una biblioteca di lavoro, una sorta di officina storico-antiquaria di un collezionista impegnato in un complesso lavoro di erudizione.
Gli oltre 1.700 volumi digitalizzati del Fondo Pallastrelli sono per lo più edizioni uscite da torchi di tipografie piacentine e costituiscono pertanto un utilissimo strumento per ricostruire la storia dell’editoria piacentina dal primo Cinquecento alla metà dell’Ottocento.
Nella collezione digitale del progetto rientrano anche una selezione dei manoscritti del Fondo Pallastrelli, alla quale si sono aggiunti pure alcuni manoscritti di eccezionale valore provenienti da altri fondi della Biblioteca (Comunale, Landi e Vitali), e un campione del patrimonio storico-iconografico, fatto di mappe, stampe, disegni e fotografie, attraverso il quale la Biblioteca racconta le sue vicende e quella della città.
Alle “tracce di carta” conservate in Biblioteca si legano le “tracce di pietra” dei Musei di Palazzo Farnese, che hanno contribuito al progetto di digitalizzazione con una selezione tratta dalle loro ragguardevoli collezioni di epigrafi e monete e con alcuni esemplari di carrozze storiche.
Ulteriori informazioni descrittive sui beni culturali digitalizzati nell’ambito del progetto “Digit@Piacenza” sono reperibili, per i volumi a stampa, sul catalogo digitale del Polo bibliotecario piacentino; per i manoscritti su Manus; e per i beni museali su PatER – Patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna.
Come registrarsi
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App Lodovico+
Lodovico+ è l'app ufficiale della Lodovico Media Library.
L'applicazione mobile offre un accesso comodo e ottimizzato per esplorare direttamente da smartphone questo vastissimo archivio storico.
Le funzioni principali dell'app includono:
- Esplorazione delle collezioni: Navigazione tra migliaia di manoscritti, libri, fotografie e oggetti d'arte digitalizzati.
- Aggiornamenti continui: Sezione dedicata alle novità, agli ultimi caricamenti e agli eventi organizzati dal network.
- Integrazione con la biblioteca: Accesso al catalogo della Media Library (basato su circuito MLOL) e ai percorsi di ricerca.
È possibile scaricare l'applicazione gratuitamente sugli store ufficiali:
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Il progetto Digit@Piacenza è realizzato grazie al Bando Pr Fesr 2021-2027

