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Voci d'autore in Besurica

Un autunno ricco di incontri con scrittori italiani presso la sede decentrata Besurica! Primo appuntamento venerdì 30 settembre con la presentazione di "Piasintein da 0", manuali sul dialetto piacentino di Fabio Doriali e Filippo Columella.

Qui potete trovare il calendario con le date in programma, sempre in aggiornamento:

  • Venerdì 30 settembre, ore 17

    Presentazione dei libri "Piasintein da 0" (Edizioni Officine Gutenberg) manuali sul dialetto piacentino di Fabio Doriali e Filippo Columella.
    "Piaśintein da 0" è il primo e unico corso in due volumi per l’apprendimento del dialetto piacentino. Il primo libro sottopone a chi vi si avvicina un programma efficace di apprendimento per sviluppare e mettere a fuoco le competenze linguistiche da un livello A0 fino ad un livello A2 secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER). Il secondo volume prosegue strutturalmente il primo e consolida le preconoscenze e competenze acquisite, spingendosi oltre nell’apprendimento. Particolare rilievo è dato allo stimolare la produzione scritta da parte del lettore/studente. Tale lavoro mira ad un innalzamento delle competenze linguistiche della nostra lingua fino ad un livello B1 del QCER. Come il precedente, ha carattere comunicativo e parte da esigenze e situazioni reali per un apprendimento situazionale.

  • Venerdì 7 ottobre, ore 17.30 
    Presentazione del libro "Gae Aulenti. Riflessioni e pensieri sull'architetto geniale" (Cairo editore) di Annarita Briganti.
    L'Architetto Geniale, al maschile, come amava definirsi, l'italiana che ha fatto il Musée d'Orsay a Parigi e che ha realizzato molte altre opere in Italia e all'estero, la leonessa, la zia, l'intellettuale, la gran signora. Gae Aulenti è una personalità poliedrica, difficile da ingabbiare in un'unica definizione. Tra le poche donne del suo tempo laureate al Politecnico di Milano (è nata nel 1927), è un esempio luminoso di come è possibile realizzarsi senza perdere mai la voglia di amare, di avere una famiglia, di esplorare, di creare, dall'architettura al design, al teatro. La sua è una storia italiana, dal sapore internazionale, che tutti dovrebbero conoscere. Nomade nel dna - è nata in provincia di Udine da padre di origini pugliesi e madre napoletano-calabrese, è cresciuta tra Veneto e Piemonte e si è trasferita a Milano a metà degli anni Settanta -, Gaetana Emilia Aulenti ha girato tutto il mondo per ristrutturarlo, costruirlo, allestirlo, renderlo più bello. In pagine appassionate, l'autrice ci fa conoscere i suoi tanti volti e lo fa attraverso il patrimonio che questa grande donna ci ha lasciato: da piazzale Cadorna e dalle Esposizioni Internazionali in Triennale nella sua Milano (città dove c'è anche una piazza intitolata a lei in tempi record) a Palazzo Grassi a Venezia, dalla Leopolda di Firenze alle Scuderie del Quirinale di Roma, dal metrò di Napoli a Palazzo Branciforte a Palermo, al Musée d'Orsay, che le è valso la Legione d'Onore. Un libro frutto di studi e ricerche sul campo, negli archivi e sui media, con interviste ai testimoni e a chi oggi porta avanti la sua eredità artistica, culturale e di «genere». Per riflettere su un concetto fondamentale: cosa significa costruire e, visti i tempi, ricostruire? Per ricominciare a sognare in grande, per essere felici e per avere una vera parità.
  • Venerdì 21 ottobre, ore 17 (presso l'oratorio Parrocchia San Vittore, angolo via Perfetti - via Braille)
    Presentazione del libro "Tabacco Clan" (Marsilio Editori) di Giuseppe Lupo.
    Il Clan vive in un convitto a Milano. Il Clan studia chimica o giurisprudenza, ingegneria o economia. Il Clan ha una provenienza geografica e sociale varia. Nel Clan sono tutti maschi, come nel Reform Club di Phileas Fogg, solo che per essere ammessi non bisogna avere vestiti particolari, ma saper ridere, anzi, sapersi sfottere. Il Clan non ha un dress code, anche se ascolta canzoni in inglese. Quando questo romanzo comincia, il Clan è invecchiato: non vive più nel convitto, ma si è sposato e ha avuto figli. Due dei figli del Clan si sono innamorati e stanno per sposarsi in un bel ristorante sul lago. Il Clan, dopo i beati anni del pensionato, non si è mai perso. Si sente spesso, va allo stadio, è a conoscenza delle ambasce e delle gioie della vita, non sempre facile: anche se è composto da diversi uomini, si percepisce come un’entità, e come un’entità si muove. Al pranzo di matrimonio dei figli il Clan ha un linguaggio tutto suo: come i componenti della famiglia Levi in Lessico famigliare, potrebbe riconoscersi anche al buio grazie alle parole che usa e agli aneddoti della giovinezza. Giuseppe Lupo è il più picaresco degli scrittori italiani, vive la letteratura come epopea della modernità e, dopo Gli anni del nostro incanto, ci racconta una giovinezza altrettanto avventurosa, solo che i picari di Lupo sono studiosi, padri di famiglia (anche quando la famiglia si è rotta), professionisti, e non sono vestiti da picari, anche quando tengono al collo la sciarpa dell’Inter. In questo libro, tutti hanno un soprannome, un nome segreto che a pronunciarlo riporta in vita un mondo, e oltre alla nostalgia il suo autore racconta la tenerezza, l’avventura e la goliardia di un gruppo di uomini che si sono affacciati all’età adulta quando il Novecento stava per morire, schiacciati tra i loro padri che hanno costruito il miracolo economico e i loro figli che vivono il tempo dell’incertezza e dell’instabilità.

Per informazioni:
tel. 0523492912
email biblio.besurica@comune.piacenza.it