Il maggio dei Libri 2026
Venerdì 15 maggio alle ore 17
Andrea Bergonzi presenta La madonna dei Rusteghini: Una storia di devozione mariana, dall'epidemia di colera del 1836 ad oggi.
Partendo dai risultati di una ricerca d’archivio radunati all’interno di un saggio pubblicato su una rivista di storia locale già nel 2011, l ’autore con il presente volume approfondisce e chiarisce i contorni storici, religiosi ed etnografici legati al culto della Madonna delle Grazie presso l ’oratorio di Rusteghini, nel comune di Morfasso in alta val d’Arda.
Prendendo le mosse dal racconto popolare secondo cui, nel 1836 , durante la prima e tremenda epidemia di colera che colpì l ’Europa, la statua lignea raffigurante la Vergine Maria venne portata in processione e compì alcuni miracoli liberando il villaggio di Rusteghini decimato dalla pestilenza, grazie al rinvenimento di nuovi e più dettagliati documenti conservati negli archivi storici locali e provinciali, l’autore è in grado di fornire non solo un dettagliato resoconto cronologico de i fattistorici avvenuti nel corso di quell’epidemia di colera ma, contemporaneamente, riesce ad accertare quanto di vero vi sia nel racconto popolare tramandato sino ai giorni nostri.
Corredato di diversi apparati di approfondimento storico, demografico, etnologico ed anche linguistico (è infatti riportata un’interessante poesia in dialetto piacentino d i V icenzo Capra sul tema non tanto del colera, quanto di come la gente reagì all’epoca all’epidemia, raccontando episodi che sembrano accaduti non duecento ma solo cinque anni fa durante l’epidemia di Covid -19), il volume non s i limit a allo studio dei fatti storici che avvennero nel corso dell’annus horribilis 1836 nel ristretto del comune di Morfa sso, ma attraverso tecniche di analisi demografica a tappeto sui dati d’archivio , traccia alcuni lineamenti storici sulla diffusione dell’epidemia di colera del 1836 in un vasto areale a cavallo tra le alte vallate dell’Arda, del Nure e del Ceno (in provincia di Parma).
Infine, grazie soprattuttoal contributo del parroco don Jean- Laurent Konango, il volume si presta anche ad essere un momento di riflessione sulla la natura umana, che, nonostante tutte le forme possibili di progresso, a distanza di due secoli, resta sempre fondamentalmente fragile se circoscritta a sé stessa.
Andrea Bergonzi è docente di ruolo di elettrotecnica e materie elettriche presso l’I.S.I.I. «G. Marconi» di Piacenza. Nel tempo ha condotto (da solo ed in collaborazione con altri autori) diversi studi a carattere storico.
Venerdì 22 maggio alle ore 17
Ferruccio Lusardi presenta Il sigillo dei Platis nell’origine dei Visconti.
L'autore dialoga con Gian Paolo Bulla.
Lo studio ha riguardato gli eventi storici di queste due famiglie dal sec. XI sino al XV delle zone di Milano, Bergamo, Parma, Piacenza ed Angera sul lago
Maggiore. I contenuti sono frutto di un lavoro di ricerca negli Archivi di Stato di Milano, Parma, Piacenza, Cremona e nelle più importanti biblioteche storiche
lombarde ed emiliane . L’intento di questo libro è quello di dare voce alla verità storica sulla genesi di queste famiglie originatesi nel contesto del comitatus
Stationensis (Angera), discendendo da un comune progenitore.
Vengono descritti gli albori della famiglia Visconti, signori di Milano dal 1277 al 1395; i Platis, spostandosi anch’essi da Angera, si insediarono nell’alta Valle del Taro (PR) con il beneplacito dell’abate del monastero di San Colombano di Bobbio, dominando quei territori dal sec. XI al XIII. Il capostipite della famiglia Plato de Platis divise le sue proprietà tra i suoi sei figli, seguendo la legge longobarda, attribuendo all’ultimo figlio Antonio i territori nel milanese e nella Gera d’Adda. Muovendo da questa premessa i suoi successori si affermarono in queste aree con alcuni protagonisti della vita della città, tra cui lo scultore Giovanni Antonio Piatti che realizzò le statue per l’altare di San Giuseppe nel Duomo di Milano ed il cardinale Flaminio Piatti che partecipando a quattro conclavi fu candidato al soglio pontificio.
La descrizione degli eventi storici dei Platis e dei Visconti si conclude dopo oltre 400 anni con le nozze tra Teodoro Piatti ed Elisabetta Visconti nel Duomo di Pavia,
verosimilmente nel contesto della riaffermazione delle origini longobarde delle due famiglie.
Ferruccio Lusardi, laureato in scienze politiche, indirizzo politico internazionale, è da oltre 40 anni storiografo dell’epopea dei Platis e dei Visconti.
Giovedì 28 maggio alle ore 17
Chiara Montani presenta Il destino di Sofonisba
Cremona, 1546. È poco più di una bambina Sofonisba Anguissola quando riconosce l’unica cosa che possa renderla davvero felice: dipingere. La sua non è solo un’inclinazione, è una passione dirompente; lei non vuole riempirsi gli occhi con l’arte, vuole crearla. Sebbene la sua epoca non sia affatto generosa con le donne intraprendenti, il nobile Amilcare Anguissola decide di non frustrare le aspirazioni della figlia consentendole di prendere lezioni private, a patto che non vada a bottega, non venga a contatto con gli altri apprendisti, e che le vengano precluse geometria, prospettiva e anatomia. Sofonisba può dunque spingere l’ambizione oltre ciò che mai avrebbe creduto possibile. Nonostante le molte limitazioni, fin da subito dimostra di riuscire a fermare sulla tela le emozioni e i moti dell’anima più profondi di coloro che ritrae. È qualcosa che non si può insegnare, un talento naturale che si unisce al dominio quasi assoluto del mondo inafferrabile di pigmenti, oli, resine. Il suo dono straordinario la porta lontano dalla sua Cremona, a Milano e poi fino alla Spagna degli Asburgo, dove diventa, per quanto non ufficialmente, pittrice di corte. Ma ogni successo lascia un segno, come lo lascia ogni battaglia combattuta per vedere riconosciuto un ruolo appannaggio dei soli uomini. Una sorte avversa costringe Sofonisba a rinunciare al grande amore della vita e il monarca spagnolo Filippo II la obbliga a un matrimonio di convenienza. Nulla invece, nella sua lunga esistenza, la distoglierà mai dalla sua più grande opera d’arte: la costruzione del suo destino di artista libera, che lo scorrere dei secoli non ha scalfito.
Chiara Montani è architetto di formazione, ha lavorato nel campo del design, della grafica e dell’arte, esplorando varie tecniche e materiali, e partecipando a esposizioni in Italia e all’estero. Specializzata in arteterapia, conduce da anni atelier sulle potenzialità terapeutiche del processo creativo.
Per informazioni:
Biblioteca Passerini-Landi
tel. 0523 492410
email biblioteca.passerinilandi@comune.piacenza.it
