La donna e l’amore: un viaggio tra colore e parola letteraria
L'inaugurazione si terrà lunedì 16 novembre alle 18, con un'introduzione di Salvatore Mortilla, docente di Lettere e critico, presso lo spazio espositivo al piano terra della biblioteca Passerini-Landi.
Costante della mia attività artistica è la figura umana in particolare nell'ultimo periodo i soggetti sono figure femminili tratti da opere letterarie di diverse epoche. Esse mi hanno fatto riflettere sulla condizione della donna e sul suo rapporto con l'amore; sono incarnazioni di grandi amori, offerti o respinti, realizzati o fallimentari, e sono diventate simboli immortali di dedizione al sentimento amoroso in tutti i suoi risvolti. Mi auguro che questa mostra possa suscitare l'interesse verso questa tematica nei suoi diversi aspetti: psicologico, sociologico, artistico.
Maurizia Meli
La letteratura è vita: ci parla, è qui in mezzo a noi. E la nuova collezione di Maurizia Meli ce lo ricorda in modo cristallino. I quadri della mostra La donna e l’amore sono infatti una collezione di citazioni letterarie che dai classici muovono fino ai moderni e che delineano un’antologia di sentimenti e suggestioni. Parole e colori traggono linfa dalla letteratura, ma è poi nella vita vera che si riflettono e incarnano. La pagina scritta ha il potere di imprimersi nella mente come archetipo emozionale: a volte neppure ce ne rendiamo conto, ma certi personaggi si annidano dentro di noi e le loro parole riaffiorano quando meno ce lo aspettiamo, in momenti speciali della nostra vita. Che sia il valore del rispecchiamento o - perché no - dell’insegnamento, le storie degli scrittori che abbiamo studiato diventano storie nostre e influenzano l’esistenza di ciascuno di noi.
Osservare i nuovo quadri di Meli è al contempo un’esperienza estetica ed esistenziale; ogni dipinto è ispirato, infatti, ad un testo letterario, del quale è valorizzata la protagonista femminile. La pittrice, come un’affabulatrice, ritrae donne diverse, lontane e vicine nel tempo e, attraverso i quadri, ci racconta le loro storie, in un flusso di colore ed emotività che si insinua negli occhi e poi nel cuore. Quello offerto da Meli è infatti il racconto di un’educazione sentimentale femminile e letteraria. Attraverso i racconti del mito, della tragedia, dell’Opera o del romanzo primonovecentesco, la pittrice narra le vicende di donne deluse, donne ferite, donne usate, donne amate, donne oltraggiate.
Ciascun dipinto è un omaggio letterario, certo, ma è anche una possibile tranche de vie. La letteratura è vita, si diceva: ed è infatti vita quella che affiora alla superficie delle tele, così che ogni donna (e magari ogni uomo) possa rispecchiarvisi.
L’afflato comunicativo dell’artista è forte: ogni dipinto è affiancato ad una precisa citazione letteraria che di quel quadro esplicita il senso. Di più, la parola si fa megafono del colore e viceversa, al fine di intessere con l’osservatore un dialogo diretto. L’evidente intenzione di chiarezza e leggibilità caratterizza anche gli aspetti formali dei quadri: se è vero che le suggestioni espressive sono diverse (dal post-impressionismo a Novecento italiano e persino ai Fauves), nondimeno Meli opta per una pittura sempre figurativa, dove il disegno viene prima di tutto.
La linea si integra con la parola, il colore si invera nel sentimento. Il racconto è sussurrato all’orecchio attraverso gli occhi.
Salvatore Mortilla
Maurizia Meli è nata a Piacenza nel 1951. Ha frequentato l’Istituto Gazzola, poi il Liceo Artistico diplomandosi nel 1970 a Milano presso l’Istituto Orsoline; qui è stata allieva del pittore Luigi Lomanto, maestro e ispiratore dell’opera delle pittrici del gruppo Artemisia il cui interesse è lo studio del corpo umano e la ricerca, declinata in diversi stili, riguardante questo tema. Anche Meli ha perseguito tale ricerca in molti dei momenti nei quali si è dedicata alla pittura. Laureata alla Facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, ha partecipato a numerose mostre collettive in diverse località italiane e ha tenuto due personali: nel 1981 all’Associazione Amici dell’Arte a Piacenza e, nel 1985, alla galleria L’Angolo, sempre a Piacenza. Dopo un periodo dedicato alla famiglia e all’insegnamento, la pittrice ha partecipato a collettive promosse dal Gruppo Arte Sfera, a partire dal 2005 con la mostra a Palazzo Gotico a Piacenza “100 artisti-dal Gazzola 1940/1980” alla quale ne sono seguite altre negli anni successivi. Tra le ultime realizzate: la mostra personale “La donna nel mito” nel 2019 presso la sede dell'Associazione Officina dell'arte a Piacenza; “L'incomparabile bellezza della natura” con la pittrice Elena Bolledi nel 2025 all'Officina dell'arte; “Il fascino della natura” alla biblioteca comunale di Rivergaro nel 2025; la partecipazione alla mostra d'arte contemporanea accessibile al Castello di Belgioioso sempre nel 2025.
Per informazioni:
0523 492410
biblioteca.passerinilandi@comune.piacenza.it
