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Una pietra, uno sguardo, una storia

Mostra fotografica di Emanuele Ferrari e a cura di Gabriele Dadati, dedicata alle pietre d'inciampo. La mostra è visitabile fino al 25 febbraio al piano terra della biblioteca Passerini-Landi.

Inaugurazione: sabato 28 gennaio alle ore 17.
Durante l'inaugurazione il gruppo teatrale Quarta Parete leggerà alcune testimonianze di famigliari delle vittime.

"Una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome". (dal Talmud)

Una pietra d’inciampo è un piccolo blocco di pietra ricoperto di ottone, posto davanti all’edificio in cui visse, o lavorò, uno dei milioni di deportati nei campi nazisti che non fecero più ritorno a casa. Essa ne ricorda il nome, l’anno di nascita, il giorno dell’arresto, il luogo della deportazione e la data della morte. La prima fu posata a Colonia, in Germania, nel 1995, su iniziativa dell’artista Gunter Demnig: una reazione a negazionismo e oblio, per ricordare tutte le vittime del nazifascismo, qualunque fosse il motivo della loro persecuzione – religione, “razza”, idee politiche o orientamento sessuale. Da lì si è avviato un monumentale progetto europeo, che ha portato alla posa di oltre 80.000 pietre d’inciampo.

Nel 2016 è nato il Comitato per le Pietre d’Inciampo-Milano. Per rafforzare una memoria comune delle persecuzioni nazi-fasciste, si è prefissato di mantenere un fondamentale equilibrio, nella scelta delle persone a cui dedicare altre pietre, tra le vittime della deportazione politica e di quella razziale, le due tipologie avvenute nella città lombarda. Dal 2017 a settembre 2021, al termine degli scatti eseguiti per il progetto, ne erano state posate 121.

Con la volontà di contribuire al ricordo di tutti i deportati, Emanuele Ferrari ha deciso di fotografare dodici pietre d’inciampo, ritraendo inoltre i famigliari. Ai dittici così costituiti, ha accompagnato le storie delle vittime. In questo contesto, i ritratti vogliono rafforzare il significato e il valore della testimonianza costituita dalla pietra d’inciampo, provando, nel contempo, a restituire gli stati d’animo delle persone private dei propri cari. Gli incontri con i famigliari sono stati molto interessanti, e spesso emozionanti. Una parte di essi si è tradotta in brevi interviste, che includevano ricordi e riflessioni. L’autore ha ripreso alcuni di questi pensieri, e li ha resi leggibili attraverso dei QR code posti a fianco delle didascalie. È così possibile completare l’esperienza di manutenzione del ricordo leggendo anche le storie, spesso incredibili, dei deportati. La conoscenza dei fatti accaduti ha un’importanza fondamentale, e il percorso visivo proposto conduce lo spettatore a questo passaggio conclusivo.

La mostra sarà visitabile presso lo Spazio Espositivo al piano terra della biblioteca Passerini-Landi fino a sabato 25 febbraio.

Progetto e fotografie di Emanuele Ferrari

Mostra a cura di Gabriele Dadati

Progetto grafico a cura di Casamacchina Design Studio

Il progetto è stato esposto nel 2021 nelle mostre collettive L’uomo e l’umanità tenutesi all'Aranciaia della Reggia Colorno durante il festival fotografico Colorno Photo Life, e a Palazzo Ranieri, Perugia. Nel 2022 ha vinto il primo premio per il Migliore Portfolio al FIAFers Meet Viterbo,  ed è stato esposto  al festival fotografico FacePhotoNews di Sassoferrato (AN), nella collettiva Visioni dell’umano. La vittoria al FIAFers Meet Viterbo, ha fatto si che il progetto fosse poi presentato anche a Bibbiena al CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Autore)  in occasione della mostra dedicata ai finalisti di Portfolio Italia dal 25/11/2022 all'8/01/2023.

Per informazioni:
Biblioteca Passerini-Landi - 0523492410 | biblioteca.passerinilandi@comune.piacenza.it

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Nato a Piacenza nel 1965, Emanuele Ferrari ha preso parte ad alcune esposizioni collettive, tra cui “Piacenza. Una fotografia contro la discriminazione” (Biblioteca “Passerini Landi”, Piacenza 2003), “Taboo&Totem” (Galleria d’Arte Moderna “Ricci Oddi”, Piacenza 2004), “Lo spirito del tempo” (Associazione Amici dell’Arte, Piacenza 2018), “L’ombra si figura” (Artevino, Maleo 2019), “L’uomo e l’umanità" (Colorno Photo Life, Colorno 2021; Palazzo Ranieri, Perugia 2021), “Ambiente Clima Futuro” (Palazzo Ranieri, Perugia 2022), “Ambiente Clima Futuro” (Centro Italiano della Fotografia d’Autore, Bibbiena 2022), “Visioni dell’umano” (FacePhotoNews, Sassoferrato 2022), “Mostra Portfolio Italia 2022” (Centro Italiano della Fotografia d'Autore, Bibbiena 2022). Tre le mostre personali, ricordiamo “IN&OUT” (Piacenza 2006), inserita nel programma del Festival internazionale “Carovane”, “Nel rivedere te” (San Nicolò a Trebbia 2014) e “Fragile” (Piacenza 2018).