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Ti amo da matti

Sarà vero che solo i pazzi sanno amare oppure è nell'esperienza di tutti che innamorarsi è un po' come impazzire?

"Amare alla follia", "impazzire per lui", "perdere la testa per lei"... Se, qualche volta, l'amore condivide con il disturbo psichico certe travolgenti strutture mentali, se il senso di eccesso suggerito da certi idiomatismi diventa un fattore estraniante, se questo disadattamento cognitivo-affettivo porta la persona, oltrechè ad una sofferenza, ad una regressione patologica, allora si deve ammettere che l'amore - il più viscerale dei coinvolgimenti emotivi e la più alienante delle passioni - anche negli ospedali psichiatrici s'agita nervosamente.
Ti amo da matti è un breviario di frasi a tema, magiche, folli e un po' inquietanti (ma anche con qualche risvolto sublime), pronunciate dai pazienti e raccolte in situ da uno psichiatra-scrittore. Riportate come apparenti non-sense (ma anche come pesanti doppi sensi), sono invero dettate da ciò che, interiormente, l'amore può comportare: impulsività, costrizioni, errori, delusioni, ricordi, nostalgie, rimpianti... Parole e frasi che riuniscono contrasti, modi di dire con un rincorrersi di significati, risposte che spostano inaspettatamente il piano della comunicazione, espressioni che scrivono nell’aria tutto il peso di una vita, manifestazioni di pensiero che dicono del solco tra ciò che la persona porta dentro e il suo essere nella realtà, tentativi di condivisione semantica che narrano, in modo tendenzialmente confidenziale, di bisogni non intuitivamente riconoscibili. Anche in amore si giustifica così il noto aforisma: "i matti non possono trattenersi che da una cosa soltanto. Dire la verità".

"Ti amo da matti" di Enrico Baraldi, Stampa Alternativa.
Scarica da EmiLib.

Davide - bibliotecario
#consiglidilettura

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