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Oltre le nazioni

Globalizzazione ed Europa: sfida impossibile o persa in partenza?

Globalizzazione ed Europa: sfida impossibile o persa in partenza? Nuove istanze, nuovi ruoli, nuovi compiti investono oggi una società ancora integrata a livello di stato-nazione e sostanzialmente strutturata sul modello "vestafaliano" negoziato e sottoscritto nel 1648. Nuovi interlocutori, nuovi committenti, nuovi general contractors. Nuovi vincoli, nuovi conflitti, nuovi interessi. Primi fra tutti, quelli dei mercati. I mercati: espressione che non sembra altro che una forma abbreviata per indicare forze senza nome e senza volto che nessuno sa dove abitino, che nessuno ha eletto e che nessuno è in grado di richiamare all'ordine, limitare, controllare o guidare.
Si aggiunga il fatto che l'idea di Europa così come la conosciamo, perfino nel suo esistere politico-culturale, potrebbe subire un ripensamento (se non un totale ribaltamento) rispetto agli ultimi quattro secoli di storia. Stiamo evolvendo, che ci piaccia o no, verso quella situazione geo-politico-sociale che Hannah Arendt definì come "gruppi di popolazioni miste".
Lo sforzo di comunicare alla pari con altre culture, proprio grazie al fatto di essere condannato all'insuccesso, potrebbe allora rivelarsi la più ricca fonte di creatività. A patto, scrive Norbert Elias, di tenersi costantemente alla larga dai due opposti che identificano gli estremi della totale identificazione con l'Altro – da una parte – e della totale separazione dallo stesso – dall'altra.
Nel 2006 fu chiesto a Bauman (Poznań, 19 novembre 1925 – Leeds, 9 gennaio 2017) di raccogliere in un libro le sue riflessioni sull'Europa. Fu un lavoro che lo occupò fino al 2012. Ancora oggi, 2019, restano di straordinaria attualità.

"Oltre le nazioni" di Zygmunt Bauman, Laterza, 2019.
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Davide - bibliotecario
#consiglidilettura

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