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Salto nella luce

Viaggio tra vizi, doni e virtù

É possibile una doppia lettura di alcune di quelle disposizioni psico-etico-sociali che chiamiamo virtù e vizi? La giustizia, ad esempio? Precetto religioso o principio morale? Mezzo oppure fine? Fare cose per "sentirsi a posto" o premeditata discolpa per poter dire "giustizia è fatta"? Ma se fosse altra cosa, più serena, più intima, contrapposta all’avarizia, come può esserlo il né troppo né poco, se fosse la cosa giusta al momento giusto, un dono, un atto di carità, una verità detta con misericordia o, addirittura, quel bene che San Francesco chiama povertà?
E cosa vuol dire ira? Vendetta, come quella "funesta" di Achille o quella scellerata di Caino, sfogo, soddisfazione, reazione e castigo più che legittimi per un affronto dello sconosciuto, dell’amico o del familiare, colpevoli della rottura dei nostri schemi, delle nostre sicurezze, cioè, in fin dei conti, della nostra giustizia?
Tanti salti nel buio conseguono ad un’asfittica domanda: devo fare questo o quello? Ma se la domanda vera fosse invece: che cosa cerco? Non a caso infatti l’evangelista sintetizza in due parole: che cercate? (Gv. 1,35-39 ) la più grande riflessione sul destino ultimo dell’uomo. Non appena ci saremo persuasi che la felicità che cerchiamo riguarda il nostro spirito, prima ancora di tutto il resto, e che questa non è dentro il nostro spazio-tempo pieno di impegni, acquisti, programmi e metodi ma dentro la Verità, tutti i nostri salti potrebbero essere soltanto nella luce.

"Salto nella luce: viaggio tra vizi, doni e virtù" di Francesco Buono, Tau Editrice, 2018.
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Davide - bibliotecario
#consiglidilettura

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