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Il significato della felicità

La ricerca della libertà dello spirito nella psicologia moderna e nella saggezza dell'Oriente.

Strano a dirsi ma, oltre al fatto notorio, manifesto ed indiscutibile che l'uomo la ricerchi fin dalla sua nascita, non sappiamo poi molto della felicità. Sarà forse per l'approccio oggettivante che da sempre le riserviamo: che cosa sia, quanta sia, dove sia e -prima ancora- se ci sia, se sia raggiungibile, se sia vera o no... Siamo, però, assolutamente convinti che l'infelicità neghi sempre la felicità e diffidiamo dal volerla concettualizzare (senza cadere in un semplicistico luogo comune come quello del possesso del denaro) in termini soggettivi: chi è felice? Un' ontologia misteriosa, dunque, e che potrebbe rimanere tale finché non si tenga presente che l'essere non è mai nel medesimo stato mentale o fisico: nessun individuo, come nessuna idea, può pretendere di essere completamente "Yang" o completamente "Yin", completamente "mobile " o completamente " immobile", completamente “bianco” o completamente “nero”. Talchè diventa improbabile che la felicità sia una condizione perfetta che si possa mantenere fissamente. Per dirla con un'autorità in materia, il grande, nobile poeta recanatese: la felicità nell'uomo è uno stato negativo, misurato dal meno patire. Sembra infatti che, come ogni sofferenza è inseparabile dal desiderio di liberarsene, così ogni idea di felicità sia inseparabile dal desiderio di goderne, essendo forse la felicità direttamente proporzionale alla capacità di commisurare il desiderio del piacere alla propria forza di volontà.
Se per le dottrine eudaimonistiche occidentali la felicità è tutto questo e per quelle orientali è assenza di paura, ordine, serenità, punto di equilibrio, equidistanza tra opposti, autocontrollo, liberazione dai falsi bisogni e accettazione di se stessi che porta all'ascesi, allora, la carta d'identità della felicità dovrebbe essere assolutamente completa... Ma davvero la felicità non è niente di più? Nemmeno un lampo di gioia con un briciolo di divertimento?

"Il significato della felicità" di Alan W. Watts, Corbaccio, 2019.
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Davide - bibliotecario
#consiglidilettura

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