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Aver cura di sé

Aver cura di sé significa dare un senso al proprio tempo di vita.

Per Socrate, aver cura di sé significava educare la propria anima -psiche- nutrendola della conoscenza del bene, principio eterno della sua immortalità. Per Platone significava lasciare da parte l'inessenziale, ciò che distoglie dal concentrarsi sulla ricerca della verità. Per la filosofia classica questa conoscenza noetica (il grado più alto della conoscenza) aveva infatti come fine ultimo le idee-valori. Tra queste, oltre ai concetti di verità e bene, c'è quello di giustizia. La sinergia di questi concetti era appunto la questione strategica che sorreggeva quell'unico percorso gnoseologico. Teoria dalla quale, molti secoli dopo, Cartesio in parte si discosterà, affermando che la verità è oggetto accessibile al pensiero semplicemente attraverso l'applicazione di un metodo. Foucault, invece, tornerà sul concetto antico: aver cura di sé vuol dire raggiungere le trasformazioni ontologiche necessarie per avere accesso alla verità, intesa questa come orizzonte spirituale verso cui far tendere il proprio essere. Ma l'epistemologia della conoscenza come esperienza insegna, oggi, che agire in modo riconosciuto giusto anche dagli altri non è così semplice: ogni giudizio ci rimanda continuamente a noi stessi e alla nostra problematicità. Immersi dentro l'opprimente dualità dell'ossimoro di "causalità e casualità", vivere umanamente comporta il diritto ed il dovere, la libertà e la schiavitù, la creatività ed il conformismo di agire e patire, di emozionarsi e pensare, di scegliere e rifiutare. Autenticità-falsificazione, autocomprensione-trascuratezza, riflessione-sconsideratezza, affettività-indifferenza: sono alcuni dei tanti confini di questo giardino che a volte può diventare un deserto... Maria Zambrano ha scritto che l'aver cura di sé si lega al vivere “alla luce della ragione”. Dovremmo davvero ricordarci che è una luce in cui noi quotidianamente abitiamo, una luce vivente e che ci appartiene intimamente: la coscienza.

"Aver cura di sé" di Luigina Mortari, Raffaello Cortina, 2019.
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Davide - bibliotecario
#consiglidilettura

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