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Antropologia delle buone maniere

Secondo Aristotele, il dualismo fondamentale che per i Pitagorici rifletteva l'opposizione tra Bene e Male, avrebbe dovuto invece essere quello tra limitato e Illimitato: Male = Illimitato; Bene = Limitato.

Non divorare il pasto come le bestie; non fare rumore mangiando come i maiali; non mordere la carne come i lupi; non ingoiare i bocconi come le cicogne; per mangiare non adoperare le mani come i gatti le zampe anteriori; non ridere mostrando la dentatura come gli asini; non rosicchiare gli ossi come i cani; non nettarti le labbra con la lingua come le vacche; non sbucciare la frutta come le scimmie; non curvarti sul piatto come i cavalli quando mettono il muso nel sacco; non tenere in bocca lo stecco come gli uccelli (Erasmo da Rotterdam, De civilitate morum puerilium, 1530)...
Secondo Aristotele, il dualismo fondamentale che per i Pitagorici rifletteva l'opposizione tra Bene e Male, avrebbe dovuto invece essere quello tra limitato e Illimitato: Male = Illimitato; Bene = Limitato...
Durante il passaggio dell'uomo dallo stato di natura a quello di cultura, si temeva che la sua indole aggressiva - rimasta allo stato latente - potesse erompere all'improvviso facendolo ripiombare nella condizione animalesca primigenia, nel frattempo soltanto ammansita dalla vita sociale.
A partire dal Cinquecento e Seicento quindi, un'élite culturale preoccupata del fatto che fossero le pulsioni primitive quelle da tenere maggiormente a bada, sollecita il fiorire di un'antologia di norme specializzate a dettare regole minuziose per la convivenza in società. Le buone maniere diventano un meccanismo logico per mettere ordine in un reale contraddittorio e caotico: coppie di esortazioni o proibizioni contrassegnate positivamente o negativamente distinguono le cose permesse legate al buono, alla purezza, al sacro, da quelle proibite legate al cattivo, all'impurità, al profano. Ecco perché ogni Galateo, ideato per decifrare la realtà partendo dai piccoli aspetti pratici, era, in fondo, essenzialmente moralistico-razionale: i formalistici divieti a tavola - pur essendo senza contenuto e senza significato - si proponevano di costruire un sistema capace - in ultima istanza - di ordinare eticamente il mondo.
Cinquecento anni dopo, raggiunta l'etica "tendenziale" del Galateo. Ma questo raggiunto ordine ha sconfitto per sempre il Caos ?

"Antropologia delle buone maniere" di Giovanni Sole, Rubbettino Editore, 2019.
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Davide - bibliotecario
#consiglidilettura

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