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Le Protagoniste

"Dovevo continuare, dovevo lottare per vivere e piegarmi alla fatica, come tutti gli altri". Jane Eyre di Charlotte Brontë.

Che cosa accomuna le protagoniste di alcuni dei più famosi classici della letteratura al femminile, come Lizzy Bennet in Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, Janie Crawford ne I loro occhi guardavano Dio di Zora Neale Hurston, Anna Shirley in Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery, Celie ne Il colore viola di Alice Walker, Francie Nolan in Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith, Claudine, il personaggio di Colette, Rossella O'Hara in Via col vento di Margaret Mitchell, Scout Finch ne Il buio oltre la siepe di Harper Lee, le donne della Piccola casa nella prateria, nell'autobiografico The long winter di Laura Ingalls Wilder, Jane Eyre di Charlotte Brontë, le Piccole Donne di Louisa May Alcott, Mary Lennox ne Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett? Solo il fatto di riuscire a far ridere, piangere o discutere ? Che cosa fa di queste donne non solo delle protagoniste ma anche delle eroine? E' solo una maggior dose di empatia provocata nel lettore ? Tutte queste donne, certamente non perfette, semplici e complicate, timorose e ambiziose, egoiste e generose, avvedute e impazienti, deboli ed esuberanti, spavalde e frustrate, fedeli e combattute, umili ed eccessive, immaginarie e realistiche, intramontabili e indimenticabili, che hanno oltrepassato il tempo e lo spazio, che vivono di vita propria e nelle quali, a dispetto dei secoli, sopravvivono anche le loro autrici, possono ancora trasmetterci un messaggio, possono chiederci qualcosa, farci riflettere? Sono ancora capaci di farci commuovere ed emozionare?

Queste donne "di carta", umanissime perchè non immuni da difetti ma molto più spesso esemplari, di fronte alle "traversate " che debbono compiere da sole, di fronte al terrore, al lutto, all'uragano che spazza via tutto ciò che hanno di più caro, si concentrano sulla lotta per la sopravvivenza e in questa lotta per la vita definiscono sè stesse alla perfezione.

Qui la loro forza: una capacità di introspezione unica, sincera, senza sconti e senza indulgenze. Qui la capacità di accettarsi anche se sconfitte e di correggersi per risollevare la testa. Le loro armi sono soltanto tre: la costanza, l'autodeterminazione, la personale incrollabile spiritualità, per una vita e una fede tenute insieme anche in condizioni estreme.

Sì, oggi forse più che mai, abbiamo bisogno delle eroine. A guidarle non è l'opportunismo, ma la compassione; il loro coraggio non viene dalla frustrazione ma dalla generosità; la loro costanza non è autoreferenziale ma è fedeltà ai valori morali; la loro tenacia non è rozza ostinazione o rifiuto delle regole ma è figlia dell'indipendenza e della libertà; quello in cui credono a prezzo della vita tiene conto del costo e del valore del sacrificio di se stesse e degli altri. I modelli che le loro autrici hanno conseganto alla storia sono autentici, giusti, universali e immortali. E perciò eroici. Che queste eroine continuino a restarci accanto.

Le protagoniste: da Rossella O'Hara a Jane Eyre, lezioni di vita dalle eroine della letteratura di Erin Blakemore, Castelvecchi, 2015
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Davide - bibliotecario
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