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La regina della casa

Una commedia rosa vivace e coinvolgente, scritta da una delle maestre del genere, Sophie Kinsella.

Incolpata della perdita della somma di 50 milioni di sterline, quindi licenziata per avere infangato la reputazione della Carter & Spick, uno dei più prestigiosi studi legali della city londinese, la giovane avvocato in carriera Samantha Sweeting fugge, con i nervi a pezzi e senza avere troppo tempo per una lucida riflessione, nella campagna inglese dove, per una serie di casi fortuiti, viene confusa con una governante e come tale assunta presso una facoltosa coppia di provinciali, i Geiger, spudoratamente kitsch ma genuini, benevoli e onesti.
Entrata nella parte della commediante un po' per necessità e un po' per sfida, dopo una serie di gags esilaranti e di arcadici intercalari sentimentali, Samantha riesce, con l'aiuto dell'umile gente del borgo e soprattutto dell'intelligente, giovane ed aitante giardiniere della tenuta dei Geiger - del quale si ritrova subito perdutamente innamorata - a ricostruire sè stessa e il proprio personale equilibrio. L'orgoglio ferito, la perspicacia, la sperimentata attitudine all'individuazione di clausole vessatorie dissimulate, hanno però un sussulto nella moderna Cenerentola - un tempo consulente aziendale da 500 sterline l'ora - quando Samantha salva Eddie Geiger dalla rovina economica impedendogli di firmare un contratto societario capestro, rovesciando a bella posta il caffè, da governante maldestra (secondo un altro collaudato copione teatrale) sulle carte contrattuali e, naturalmente, addosso ai malavitosi uomini d'affari a tal fine capitati in casa Geiger. Vivida, realistica, alla fine memorabile, la scena da agente segreto, nella quale Samantha, travestita da cameriera, si introduce nella sede societaria della Carter & Spick ma, riconosciuta e smascherata, viene pubblicamente derisa di fronte ad un auditorium pomposamente allestito per celebrare l'anticipato pensionamento di Arnold Saville il quale è in procinto di ritirarsi a vita privata alle Barbados.

La regina della casa è un libro agile ma vivace, coinvolgente, scritto con tecnica (Sophie Kinsella è maestra del romanzo di genere), e pur senza un vero e proprio colpo di scena non è assolutamente da liquidare come letteratura chick-lit: i personaggi sono realistici e abilmente resi al lettore. Dal romanzo esce prepotente un tema: quello del femminismo (o delle pari opportunità?). I giornalisti assiepati nel giardino della tenuta dei Geiger tentano sarcasticamente di estorcere a Samantha, scopertane la vera identità, una sua dichiarazione in ordine al suo sentirsi o no femminista e il perchè della sua scelta "al ribasso". Meglio la carriera professionale o il rispetto di quella dimensione senza prezzo che la libertà della persona richiede? La soluzione suggerita dal romanzo è: realizzarsi attraverso ciò che si sceglie, anche a costo di perderci. Tenuto conto che non è poi così importante ciò che si è, ma quello che si vuole essere, per sè e per gli altri. Questo La regina della casa sussurra alla donna.

 

La regina della casa di Sophie Kinsella, Oscar Mondadori, 2009
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Davide - bibliotecario
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