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La pazienza del giardiniere

Come deve essere un giardino? Che cos'è la pazienza del giardiniere?

Dal giardino dell'ospedale di Saint-Remy magistralmente pennellato da van Gogh dove i toni freddi dei verdi, intensi ed emotivi, si fanno quasi soffocanti invadendo la serenità del blu del cielo, all'astratto, perfezionistico ed asettico giardino zen che l'estetica millenaria estremo-orientale rigorosamente associa all'idea di armonia. Dagli splendidi parterre dei giardini rinascimentali e barocchi, dove la simmetria, la prospettiva, le volumetrie, l'impianto scenico delle forme sono il risultato visibile di studi matematici e di formule auree, alle friches dei sobborghi e delle banlieux metropolitane, dove l'incuria, l'abbandono e il disordine costituiscono, in realtà, la materia primordiale del libero divenire di una natura che reclama spazi e vivibilità. Dalle prevedibili, anonime e stereotipate moderne strutturazioni dei giardini pubblici urbani, alla variopinta generosa biodiversità degli orti campagnoli amorevolmente curati da pensionati, casalinghe e amatori. Antitesi speculari? Forse no: esempi totalmente differenti, contingenti, opinabili e soggettivi ma non ascrivibili in una compiuta gerarchica divisione, di come il rapporto dell'uomo con il regno vegetale, di cui la cura del giardino è solo una dell'espressione dei metodi, possa rispondere ad una stessa, comune, implicita tensione spirituale.

La pazienza del giardiniere non è un manuale di giardinaggio, non è neppure un diario di attività, anche se rivela un approccio pragmatico all'orto-giardino ben calendarizzato sulle stagioni. La pazienza del giardiniere è piuttosto un commentario personale, in materia di giardinaggio, frutto di un'esperienza intimamente maturata, prima attraverso la frequentazione professionale dei maggiori maestri paesaggisti, esperti di rilevanza mondiale in tema di garden design, poi in lunghi anni di appassionata dedizione alla cura di parchi e giardini, pubblici e privati, in Italia, in Europa e nel mondo. Un commentario prezioso dove l'aspirante giardiniere potrà sperimentare che competenza e attenzione si devono sposare con la passione e la semplicità, dal quale si potranno attingere indicazioni utilissime sul miglior impiego sia delle piante verdi che delle risorse disponibili.

Soprattutto, attraverso questa piccola "ecologia del bello" - il giardinaggio è anche terapia - il lettore potrà informarsi su che cosa evitare e da che cosa rifuggire nella cura giardino e, possibilmente, anche nella vita.

 

La pazienza del giardiniere, Paolo Pejrone, Einaudi, 2009
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Davide - bibliotecario
#consigli di lettura

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