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Il dio del fiume

Ovvero la saga nella terra dei faraoni. Pronti, partenza, avventura. Le memorie di un vecchio schiavo fanno rivivere la più grande epopea egizia di tutti i tempi. Di Wilbur Smith, Longanesi, 1998. #librodellasettimana

Durante il regno del faraone Mamose, vive Taita, uno schiavo enunco, evirato in giovane età, al servizio del terribile Intef. Colto e raffinato, questo giovane uomo riserva tutte le sue attenzioni all'educazione della preziosa figlia del padrone, la bellissima Lostris. Questa, innamorata del giovane, aitante e malcapitato Tanus, viene aiutata dal devoto Taita a realizzare questo sogno d'amore.
Ma gli dei riserveranno per questi tre protagonisti un destino difficile, che li porterà ad affrontare un matrimonio imprevisto, una guerra alle porte e prove costanti alla fedeltà nei confronti del padrone. 
Uno spaccato storico perfettamente ricostruito, una suspence capace di immedesimare e di mantenere l'attenzione, la perfezione del romanzo di avventura.

 


L'autore
Wilbur Addison Smith
è uno scrittore zambiano. Di origini britanniche, ha raggiunto il successo nel 1964 con "Il destino del leone". Molti dei suoi romanzi sono ambientati nel XVI e nel XVII secolo e raccontano gli insediamenti nelle zone meridionali dell'Africa, contribuendo a spiegare l'ascesa e l'influenza storica dei coloni inglesi e olandesi in quei territori. Tra i suoi maggiori successi si possono citare "Uccelli da preda", "Monsone", "Cacciatori di diamanti", "Il settimo papiro", "Il destino del cacciatore". Considerato l'incontrastato «maestro dell'avventura» e uno dei massimi autori di bestseller, ha venduto oltre 122 milioni di copie dei suoi libri nel mondo, di cui 23 milioni solo in Italia. Il Times lo ha definito «un autore di culto, uno di quei punti di riferimento cui gli altri scrittori vengono continuamente paragonati».

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